Il progetto "La memoria del bello"

 

Ferroni, Il merciaio ambulante"La memoria del bello" è un progetto dedicato ai pazienti con Malattia di Alzheimer  e prevede una serie di visite guidate per i pazienti e i loro accompagnatori (caregiver).

L'Alzheimer, la più diffusa forma di demenza senile, è una malattia sempre più presente nella società contemporanea. Attualmente in Italia  i malati di Alzheimer sono circa 600.000, ma si prevede che il loro numero raddoppi nei prossimi 10 anni.

Nell'ultimo decennio studi in materia hanno evidenziato come l'arte e le attività creative svolgano un ruolo terapeutico nei confronti di questi pazienti, poiché agiscono sui circuiti emozionali che, rispetto a quelli cognitivi, restano preservati più a lungo nel decorso della malattia.

Spesso l'arte è anche in grado di incidere sulla memoria a lungo termine, stimolando nuove associazioni e idee. 

I benefici della visita al museo possono estendersi anche ben oltre la visita stessa, migliorando l'umore e l'autostima. Sia per il caregiver sia per il paziente, queste visite rappresentano un'occasione per socializzare e un momento di tregua nella "sfida" rappresentata dall'Alzheimer.

 

 

 

 

 

Come nasce "La memoria del bello"

Burne-Jenes, Perse e le ninfeLa prima struttura museale a sostenere una sperimentazione in tale settore è stato il Museum of Modern Art (MoMA) di New York che nel 2006, con il supporto della MetLife Foundation e in collaborazione con il Psychosocial Research and Support Program of the New York University Centre of Excellence for Brain Ageing and Dementia, ha organizzato un programma di visite guidate (Meet at MoMA) all'interno dei propri spazi, mirato a incoraggiare l'espressione e la creatività nei malati di Alzheimer.

L'esperienza è stata ripresa in Italia nel 2007-‘08 nell'ambito del progetto AD-Arte, a cura dell'Unità Valutativa Alzheimer dell'ospedale Cardarelli di Napoli insieme con l'associazione Makè e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia presso Palazzo Reale.

Con l'obiettivo di favorire la replicabilità del progetto anche in altri contesti, il Dipartimento educativo del MoMA con il sostegno MetLife Foundation ha contestualmente promosso - in collaborazione con  musei e istituzioni culturali - delle giornate di studio finalizzate ad offrire un'occasione di formazione e confronto per gli operatori museali e del settore socio-sanitario, interessati a riproporre specifiche attività rivolte ai malati di Alzheimer. Il 21 ottobre 2010 Amir Parsa e Laurel Humble, del Dipartimento educativo del Museo americano, hanno illustrato tali attività presso la Galleria nazionale d'arte moderna, in una conferenza seguita da un workshop.     "The MoMA Alzheimer's Project". Percorsi museali per i malati di Alzheimer

 

 

 

 

 

 

Cremona, Marco Polo davanti al Gran Khan

 

 

 

 

 

 

La Galleria nazionale d'arte moderna ha dato vita al progetto ponendosi come obiettivo primario la valutazione dell'impatto di un intervento terapeutico non farmacologico, basato sull'esposizione ad arti visive in setting museale, sui sintomi cognitivi e psico-comportamentali di pazienti con demenza di Alzheimer in fase lieve-moderata. Obiettivi secondari del progetto includono la valutazione dell'efficacia del suddetto intervento sul distress dei caregivers, la valutazione del livello di soddisfazione di pazienti e caregivers e la stima dell'impatto sul tasso di utilizzo di farmaci psicotropi da parte dei pazienti.

 

2011

La prima sperimentazione è stata realizzata in  collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, Dipartimento di Scienze Geriatriche, Gerontologiche e Fisiatriche, Centro di Medicina dell'Invecchiamento del Policlinico A. Gemelli di Roma.

Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2011 sono stati effettuati due cicli di visite museali, a cui hanno partecipato due gruppi composti di  circa otto pazienti ciascuno con i relativi caregivers. Ciascun ciclo ha previsto lo svolgimento di tre visite al museo.

I partecipanti al progetto sono stati sottoposti a valutazione clinica e neuropsicologica  e ne è stato rilevato l'impatto emotivo in relazione all'esperienza museale.

Il 14 ottobre 2011 è stato organizzato presso la Galleria nazionale d'arte moderna una convegno  per illustrare gli esiti della sperimentazione. L'esperienza vissuta e gli obiettivi raggiunti sono stati presentati da un doppio punto di vista: quello clinico e quello museale. Sono stati inoltre descritti gli obiettivi futuri e il ruolo del museo nel setting di cure non farmacologiche per i malati di Alzheimer.

 

2012

I positivi esiti  dell'iniziativa hanno confermato la scelta di continuare il progetto estendendolo ad altri centri di cura per i malati di Alzheimer. Grazie al finanziamento erogato dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale, Ministero per i beni e le attività culturali  è stato possibile  estendere il programma di visite a tutto il 2012.

Il progetto coinvolge attualmente -  oltre al Dipartimento di Scienze Geriatriche, Gerontologiche e Fisiatriche, Centro di Medicina dell'Invecchiamento del Policlinico A. Gemelli -  l'Istituto San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Genzano di Roma e l'Onlus Alzheimer Uniti.

In ragione delle diverse modalità di assistenza sanitaria (ambulatoriale, residenziale e centro diurno), sono stati messi a punto progetti specifici che prevedono un diverso numero di visite (3 o 4) con differente cadenze (settimanale o trimestrale) nonché una diversa scelta di temi e opere. In alcuni casi le operatrici museali si occupano anche del follow-up a breve termine recandosi nei centri di assistenza socio-sanitaria e riproponendo, tramite riproduzioni fotografiche, la visita fatta al museo.

L'efficacia dell'iniziativa e le ricadute sui pazienti vengono valutati dai medici e dai ricercatori tramite precisi strumenti di indagine creati ad hoc.

Dal nostro punto vista, oltre a continuare nell'osservazione dei comportamenti dei pazienti, abbiamo messo a punto un questionario per i caregivers e il personale sanitario con l'intento di valutare le ricadute di questo progetto anche su un pubblico non direttamente coinvolto. Ciò che stiamo analizzando sono l'apprezzamento delle visite, la disponibilità a tornare in galleria e un diverso modo di vedere il museo. Inoltre è in corso un esteso programma di valutazione finalizzato a conoscere la ricaduta del progetto su tutto il personale del museo.

 

 

Il progetto di questa edizione è stato realizzato grazie al finanziamento della Direzione Generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale, Ministero per i beni e le attività culturali .