Sala 1 - L'artista interpreta il Museo

 

 

Immagino lo spettatore al centro di una narrazione spezzata che annulla ogni consolazione.
Quest'opera è distante dall'idea che l'arte sia specchio del mondo.
Al contrario, ne celebra la bellezza (insieme alla sua caducità), la gloria (insieme al suo fallimento).
E ci restituisce il passato come un sogno letterario.

Alfredo Pirri

 

Dentro quest'opera, mi sento sospeso, in assenza di gravità, sollevato dallo stesso suolo che calpesto.
Percepisco di trovarmi in un luogo caldo, gremito di memoria inerte, e allo stesso tempo in un luogo gelido.
Mi sento infinito nel mezzo di una grande complessità.
La terra che calpesto è apparentemente fragile, ma nonostante ciò, mi sento forte e radicato.
Che differenza c'è tra alzare gli occhi verso il cielo o rivolgerli verso terra? Il nostro sguardo è composto dalla conoscenza di quelli che hanno guardato prima di noi.
E malgrado ciò, in questo luogo di permutazioni, il nostro sguardo è inaugurale.

Vicenç Altaio, scrittore, saggista e direttore di "Arts Santa Monica", Barcellona

 

 

Antonio Allegretti

  • Eva dopo il peccato 1881 

Giacomo Ginotti

  • Euclide 1883 

Ignoto

  • La maschera di Antonio Canova  

Girolamo Masini

  • Fabiola 1868 

Alfonoso Balzico

  • Norma 1884-1886 
  • La Gaiezza (La Civetta) 1858 ca. 
  • Elvira 1884-1886  
  • La Povera 1856-1860  
  • Giulietta 1884-1886 
  • Sonnambula 1884-1886 
  • La Perduta ( L'Ingenua) 1856-1860  
  • La Vendicatrice 1856-1860