Sala 7 - La sopravvivenza del mito dal Neoclassicismo al Simbolismo

Nel corso del XIX secolo la mitologia greco-romana torna alla ribalta con il neoclassicismo, declina con il Romanticismo e il Realismo ma, infine, ricompare con il Simbolismo. E' Antonio Canova che in età neoclassica restituisce agli dei dell'Olimpo significato formale e morale, intendendoli sia come manifestazioni particolari della bellezza esteriore sia come allegorie del mondo interiore.

Dopo la metà dell'Ottocento, la mitologia ricompare in molti artisti che guardano all'Italia: da Böcklin a Puvis de Chavannes, da Moreau a Burne-Jones. In Italia il mito classico rinasce calato in un'atmosfera di sogno nella poesia di Gabriele D'Annunzio e nella pittura di Giulio Aristide Sartorio. All'inizio del Novecento il repertorio mitologico transita nelle allegorie dello stile floreale, ma diventa anche, grazie a Sigmund Freud, una delle porte di accesso all'inconscio, come mostrano, fra le altre, le opere di von Stuck.

Filippo Marsigli

  • I pastori d'Arcadia, 1830

Giulio Aristide Sartorio

  • La Gorgone e gli Eroi; Diana Efesia e gli schiavi, 1890-1899
  • Diana di Efeso e gli schiavi, 1890-1899

Enrico Coleman

  • Centauri, 1895

Giulio Bargellini 

  • Resurrezione, 1911

Franz von Stuck

  • Oreste e le Erinni, 1905


Emile-Antoine Bourdelle

  • Ercole saettante, 1909 (fusione del 1915)

Giovanni Duprè

  • Saffo, 1857-1861

Antonio Canova

  • Ercole e Lica, 1795-1815

 

 

Cesare Benaglia

  • Marte, 1845

Luigi Bienaimé

  • Mercurio, 1844
  • Venere, 1844

Ercole Dante

  • Diana, 1845

Pietro Galli

  • Apollo, 1838
  • Giove, 1838

Camillo Pistrucci

  • Giunone, 1840 circa

Rinaldo Rinaldi

  • Nettuno, 1844 circa

Antonio Solá

  • Cerere, 1839
  • Minerva, 1839

Pietro Tenerani

  • Vesta, 1844
  • Vulcano, 1844
  • Psiche svenuta, 1869