Sala 9 - La questione sociale
Dopo il 1870 la questione sociale diviene in Italia un tema scottante non solo per i politici ma anche per gli intellettuali.
All'inizio sono soprattutto gli artisti meridionali, in coincidenza con il verismo letterario di autori come Giovanni Verga, Luigi Capuana, Matilde Serao, a segnalare le diverse forme di emarginazione: Antonio Mancini il lavoro minorile, Teofilo Patini la miseria dei contadini, Achille D'Orsi la mendicità.
A Milano sul finire del secolo sono gli scrittori e gli artisti della scapigliatura a interessarsi degli esclusi: Medardo Rosso, per esempio, include nella sua iniziale galleria di ritratti solo gli infimi livelli della scala sociale. Ma temi come la povertà e la superstizione sono anche resi in chiave estetizzante, come nell'opera spettacolare di Michetti che domina la sala.
Vincenzo Caprile
- L'acqua zurfegna a Santa Lucia, 1884
Francesco Ciusa
- La madre dell'ucciso, 1907
Achille d'Orsi
- Proximus tuus, 1880
Egisto Ferroni
- La boscaiola, 1876
Antonio Mancini
- Carminella, 1870
- Lo studio, 1875 circa
- Il venditore di cerini, 1878 circa
Francesco Paolo Michetti
- Il voto, 1883
Luigi Nono
- Refugium Peccatorum, 1882
Teofilo Patini
- L'erede, 1880
Carlo Pittara
- L'aratura, 1870
Medardo Rosso
- El locch, 1881-1882
- Dopo una scappata (Gavroche), 1882
- Lo scaccino (Se la fusse grappa!), 1883
- Il cantante a spasso, 1882
- Gli innamorati sotto il lampione, 1882-1883






