Sala 10 - Realtà e sentimento
L'arte dell'Ottocento è percorsa da una vena sentimentale che sopravvive anche negli anni del realismo.
L'attenzione per gli stati d'animo accomuna le ricerche degli artisti che gravitano intorno alla Scapigliatura milanese, quelli che nel paesaggio cercano l'atmosfera più che la fedeltà ottica e quelli che sono già sensibili ai fermenti spiritualisti destinati a sfociare nel simbolismo.
Rispetto al sentimentalismo romantico, è cambiata l'intensità delle emozioni: alla forza dell'ideale e alla violenza della passione subentrano da un lato l'intimismo e la melanconia dall'altro la dimensione contemplativa.
L'artista che meglio rappresenta il passaggio dal naturalismo al simbolismo è Segantini, futuro protagonista del divisionismo.
Leonardo Bistolfi
- Piove (o Le oche), 1887
Ernesto Bazzaro
- La vedova, 1888-1889
Marco Calderini
- Tristezza invernale, 1884
Guglielmo Ciardi
- Messidoro, 1883
Tranquillo Cremona
- I due cugini, 1870
- Fanciulla malata, 1877 circa
Lorenzo Delleani
- Imminente luna, 1882
Giacomo Favretto
- Dopo il bagno, 1884
Antonio Fontanesi
- Un mattino d'ottobre, 1862 circa
- Alla fontana, 1867-1869
Giuseppe Palizzi
- Bosco di Fontainebleau, 1874
Giovanni Segantini
- Alla stanga, 1886
Achille Vertunni
- La campagna di Salerno, 1885






