Sala 15 - L’utopia umanitaria

 

Fra il realismo sociale degli anni ottanta e l'utopia umanitaria delle correnti progressiste del simbolismo, la differenza è data dalla crescente carica ideologica ma anche dal coinvolgimento più diretto degli artisti. Fra tutte va ricordata la drammatica esperienza di van Gogh, il quale, come predicatore fra i minatori belgi del Borinage aveva frequentato il "corso gratuito della grande università della miseria" e fino alla fine era stato sensibile alle nuove forme di emarginazione. Nel divisionismo italiano la spinta all'utopia è data dalla convergenza fra il socialismo e  il positivismo, che fomentano negli artisti sia la fiducia nel miglioramento sociale  sia la volontà di incidere direttamente sui cambiamenti storici.

 

Giuseppe Pellizza da Volpedo

  • Il sole, 1904

Giacomo Balla

  • Il mendicante, 1902
  • I malati, 1903
  • La pazza, 1905

Angelo Morbelli

  • Il viatico, 1884

John Quincy Adams

  • Il viaggio della vita, 1905

Joaquín Sorolla y Bastida

  • Ritirando le reti, 1896

Vincent van Gogh

  • L'Arlesiana (Ritratto di M. me Ginoux), 1890
  • Il giardiniere, 1889

Döme Skuteczky

  • Dopo un lavoro faticoso, 1910

Umberto Boccioni

  • Contadino al lavoro, 1908 -1910

Albin Egger Lienz

  • Il pranzo, 1910-1914

Costantino Meunier

  • I lavoratori, 1905

Silvio Rotta

  • Nosocomio, 1895

Felice Carena

  • Ritratto di Giovanni Cena, 1909 circa