Sala 16 - L’arte del sogno
"Da ogni parte si è rivendicato il diritto al sogno, il diritto ad accedere ai pascoli del cielo, il diritto a librarsi verso le stelle negate dell'assoluta verità (...). Si è cominciato a rimpiangere i sogni dei veri artisti di un tempo, a rimpiangere - per usare il termine appropriato - le loro ali" scrive il critico del simbolismo Georges-Albert Aurier nel 1892.
La reazione contro il positivismo e il naturalismo sfocia, alla fine dell'Ottocento, in un'arte basata sulle idee e sui simboli. La nuova poetica circola soprattutto attraverso le mostre: i Salons dei Rosacroce, le Secessioni di Monaco, Vienna e Berlino e la Biennale di Venezia, istituita nel 1895.
In Italia il simbolismo segue due vie principali: quella del mito, rappresentata da Sartorio e De Carolis, e quella della luce, rappresentata dai divisionisti Segantini, Pellizza e Previati, che cercano la modernità oltre la realtà, nell'ideale spirituale e morale.
Gaetano Previati
- La caduta degli angeli, 1913 circa
- I Funerali di una vergine, 1912-1913
- La creazione della luce, 1913 circa
Vittore Grubicy de Dragon
- Estate sul lago di Como, 1889 circa
- Inverno in montagna, 1898 - 1903
- Che pace in Valganna!, 1894
- Monta la nebbia da la valle, 1895
Adolfo De Carolis
- Le Castalidi, 1905
Gustav Klimt
- Le tre età, 1905
Carlo Fontana
- Farinata degli Uberti, 1901-1903
Ivan Meštrović
- La Vecchia, 1906-1910
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- Previati_I funerali di una vergine
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- Previati, G., La creazione delle luce, 1913
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- Klimt_Le tre età
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- Grubicy De Dragon_Che pace in Valganna!
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- Grubicy De Dragon_Estate sul lago di Como
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- Grubicy De Dragon_Monta la nebbia da la valle
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- Grubicy_Inverno in montagna
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- De Carolis_Le Castalidi
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- Costa_To be or not to be
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- Sartorio_Malaria











