Sala 21 - Fra avanguardia e tradizione
Oltre alla rottura futurista, si profilano in Italia altre vie alla modernità. La metafisica è un fenomeno quasi contemporaneo, almeno se si assume come momento di origine il cambiamento che subisce intorno al 1910 la pittura di Giorgio de Chirico.
L'espressione "pittura metafisica" risale però all'articolo che Carlo Carrà pubblica nel 1918 dopo aver incontrato de Chirico a Ferrara nel 1917, insieme con il fratello Alberto Savinio.
Anche Giorgio Morandi vive una breve stagione metafisica, mentre il gruppo trova una prima cassa di risonanza nella Rivista "Valori plastici" dove de Chirico scrive che l'artista moderno è "un uomo cosciente che sente l'eredità di secoli che vede chiaramente nel passato, nel presente e in se stesso".
Perfino la folgorante parabola di Modigliani a Parigi non dipende solo dagli stimoli che provengono da Cézanne, Gauguin, Picasso ma poggia anche sulla tradizione dei primitivi e dei manieristi toscani.
Carlo Carrà
- L'ovale delle apparizioni, 1918
Arturo Martini
- Il dormiente, 1921
Enrico Prampolini
- L'Automa quotidiano, 1930
Kees van Dongen
- La donna in bianco, ante 1912
Roberto Melli
- Ritratto del pittore Vincenzo Costantini, 1913 circa
Amedeo Modigliani
Ritratto di Hanka Zborovska, 1917
Nudo sdraiato, 1918-1919
Giorgio Morandi
Natura morta con piatto d'argento, 1914
Natura morta, 1918
Le bagnanti, 1915
Giorgio de Chirico
Ettore e Andromaca, 1924
Autoritratto, 1925
Gli archeologi, 1927 circa
René Magritte
- Le Paysage en feu, 1928
Alberto Savinio
Souvenirs d'enfance à Athènes, 1930-1931
Creta, 1931-1932
Adolfo Wildt
- Il maestro Arturo Toscanini, 1924
Alberto Giacometti
- Tete qui regarde, 1927

