Il museo ad alta voce - 25 febbraio

 

Le interviste impossibili furono una fortunatissima serie di trasmissioni radiofoniche della RAI, ideate da Alessandro D'Amico e trasmesse nel 1974. Nel 1975 le più belle furono pubblicate in volume da Bompiani. Luigi Squarzina, regista e scrittore di teatro, è l'autore dell'intervista impossibile a Dante Gabriel  Rossetti, artista che lui amava molto sia come pittore, sia come  letterato.

I personaggi evocati nel testo  sono, oltre a Dante Gabriel Rossetti, Elizabeth Siddal, sua moglie, amata in età  giovanile e morta,probabilmente suicida,  per abuso di cloralio All'inizio dell'intervista è adombrato l'episodio, alla Poe,  del ritrovamento del  manoscritto delle liriche rossettiane, da lui sepolto insieme al cadavere di Elizabeth,  successivamente recuperato  per mano di un amico, che aprendo la bara aveva ritrovato il cadavere intatto, mentre i lunghi capelli di lei erano cresciuti, invadendo tutto  lo spazio.

Fra le modelle dell'artista emerge la rara bellezza di Alexa Wilding, e soprattutto quella di  Jane Morris, moglie di William Morris, il cui rapporto con Rossetti  è ricco di implicazioni sentimentali complesse, paragonabili  a quelle di Ginevra, consorte di Re Artù, con Lancillotto. Jane è destinata inoltre a incarnare altre immagini di spose infelici del mito e della storia, dalla dantesca  Pia De'Tolomei, a Proserpina, la dea dell'Ade con il melograno in mano.

 Fra le figure femminili, è citata anche Fanny Cornforth, governante della casa di Rossetti  e sua amante, dipinta come Venus Verticordia con il pomo donatole da Paride, modella di molte opere   che esaltano l'aspetto sensuale della bellezza femminile. Aspetto che può volgersi anche in dolce ferocia, pensiamo a Lady Lilith che analogamente a La Belle Dame sans merci,cantata da Keats,  usa la lunga chioma per attorcerla al collo del cavaliere e procurargli la morte.

Altra personalità adombrata nell'intervista è quella di William Morris, l'utopico amico della giovinezza,  con il quale Rossetti ha condiviso il sogno di dare vita a un'attività artigianale di arti applicate (dalle vetrate,alle ceramiche, agli arazzi, ai ricami ecc.. ), capace di valorizzare antiche tecniche,inesorabilmente minacciate dalla  violenza della produzione industriale. In grado inoltre di conferire al prodotto  un valore educativo per la società.  Morris, unico del gruppo preraffaellita ad appartenere a una ricca famiglia, diventerà socialista e cercherà di diffondere  il verbo di quella nuova religione dell'umanità.

Nel 1976 andava in scena al Teatro di Roma, con la regia e la traduzione di Luigi Squarzina, Misura per misura di William Shakespeare, gli splendidi costumi disegnati da  Lele Luzzati erano, per desiderio di Squarzina, ispirati ai dipinti di Dante Gabriel Rossetti; uno dei due protagonisti era interpretato da Gabriele Lavia giovanissimo.