Sala 26 - La linea espressionista
Dalla fine degli anni venti una linea espressionista si contrappone a quella classicista, fino a diventare, durante la seconda guerra mondiale, il linguaggio del dissenso.
Resta aperto il canale del dialogo internazionale attraverso Filippo De Pisis trasferitosi a Parigi e Antonietta Raphael, esponente della diaspora degli ebrei slavi che nella capitale francese era rappresentata da Chagall e Soutine.
Raphael fa parte, con Scipione, Mario Mafai e Marino Mazzacurati, della cosiddetta Scuola romana (o Scuola di via Cavour), caratterizzata da una poetica al tempo stesso realista e visionaria.
Rientra in questo clima anche la pittura mitica e popolare di Fausto Pirandello. Lo spirito di ribellione anima inoltre l'esperienza dei giovani che si raccolgono intorno alla rivista "Corrente di vita giovanile" principalmente Guttuso e Manzù, ai quali sono dedicate due sale monografiche più avanti nel percorso del museo.
Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi evolveranno invece dall'espressionismo all'informale.
Filippo De Pisis
Natura morta con scultura, 1927
Interno con giovane negro, 1937
Renato Guttuso
- Crocifissione, 1940
Mario Mafai
Nudo sul divano, 1933
Testa di bambola, 1938
Fausto Pirandello
La pioggia d'oro, 1933
Siccità, 1936-37
Antonietta Raphäel Mafai
Ritratto di giovane donna, 1928
Le tre sorelle, 1936 circa
Scipione (Gino Bonichi)
Uomini che si voltano, 1930
Piazza Navona, 1930
Lucio Fontana
- Gallo, 1948
Leoncillo Leonardi
- Bombardamento notturno, 1954 circa

