Sala 34 - Balla

 

Giacomo Balla

Torino 1871 - Roma 1958

 

Formatosi a Torino, dove conosce Pellizza da Volpedo, Balla si trasferisce nel 1895 a Roma e nel primo decennio del Novecento alterna ritratti ufficiali e opere dipinte con la nuova tecnica divisionista. E' anche sensibile alle tematiche sociali, in linea con le tendenze positiviste e socialiste dell'amico poeta Giovanni Cena. 

Il suo studio è aperto a molti intellettuali e artisti, fra i quali i giovani Boccioni e Severini, con i quali firma nel 1910 il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. Pur non partecipando all'elaborazione teorica del programma del nuovo movimento, comincia a dipingere opere futuriste nel 1912.

Nel 1915 firma con Depero il Manifesto della Ricostruzione futurista dell'Universo, cominciando a interessarsi anche di arti applicate  e scenografia. Nel 1937, però, lascia per sempre l'avanguardia e ritorna alla pittura realista. Negli ultimi anni lavora a stretto contatto con le figlie, Luce e Elica, entrambe pittrici.

 

 

Giacomo Balla

  • Noi quattro nello specchio, 1945
  • Luce verde sole estivo (Luce sul verde estivo), 1949
  • La fila per l'agnello, 1942
  • Il ruscello di Borghetto, 1938
  • Valle Giulia, 1921
  • La Bionbruna, 1926
  • Affetti, 1910
  • Nello specchio, 1902