Sala 39 - Scultura e superficie

 

In questa sala sono presentate opere scultoree che toccano il tema della superficie, centrale nella poetica dell'informale italiano, e in particolare il suo rapporto con la bidimensionalità. All'origine della scultura astratta in Italia sta la complessa produzione plastica di Consagra, che lavora principalmente sui tema della frontalità, della trasparenza, della tensione fra bidimensionale e tridimensionale. Le sculture qui esposte appartengono entrambe alla serie dei Colloqui, che si sviluppa fra la metà degli anni cinquanta e i primi anni sessanta e ha per oggetto la relazione fra opera e spettatore, pieno e vuoto, piano e profondità.

Opere né a tutto tondo né a rilievo sono anche le folle di Giò Pomodoro, "superfici fluttuanti e dinamiche, in dialogo con lo spazio, l'aria e la luce" (Picciau). Sono anche schermi riflettenti che per questo non si riducono a muri di sbarramento, ma si aprono all'ambiente. Il lavoro in legno trattato a piombo e pastello di Nunzio è anch'esso una riflessione sul rapporto ambiguo fra superficie e profondità. Pensato per essere posto a terra come una scultura, deve essere addossato alla parete come un quadro.

 

 

Pietro Consagra

  • Legno bruciato, 1958-1981
  • Muro del suono, 1956-1971

Giò Pomodoro

  • Grande folla n. 1, 1964