gli artisti e le opere
Forme grido Viva l'Italia
Descrizione breve
Non incluso nel gruppo di opere di Balla richieste alle figlie dell'artista nella primissima trattativa, il dipinto è entrato in Galleria nel 1984. Nel 1915 il forte impegno politico dei futuristi sull'intervento in guerra dell'Italia, si evidenzia nel manifesto per la sua mostra alla Sala d'Arte Angelelli di Roma dello stesso anno. Esposto nel 1918 alla personale di Bragaglia, il dipinto potrebbe riferirsi alla dimostrazione interventista del 21 maggio 1915, guidata dal sindaco di Roma e organizzata per acclamare il re. Il moto ascensionale impresso alle forme, sviluppa una consonanza tra l'immagine, il tripudio delle folle e il grido che si espande in alto con le onde del tricolore, secondo il metodo analogico del futurismo. È stata restaurata nel 1914.
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