gli artisti e le opere
Resurrezione
Descrizione breve
Noto anche con il titolo Luce, il trittico è stato concepito come rappresentazione allegorica del filosofo Giordano Bruno ( qui raffigurato tra Pegaso e Bellerofonte - a sinistra - e le Pieridi - a destra), figura assai considerata in quegli anni negli ambienti massonici della capitale, cui l'artista non fu estraneo. Insieme a L'Abisso, esposto alla Biennale veneziana del 1905, e a Maya, con cui parteciperà alla seconda Secessione Romana nel 1914, Resurrezione esprime con pienezza gli orientamenti culturali elaborati in seno all'ambiente artistico romano di impronta dannunziana ( Michetti, Piacentini, Sartorio, Ercole Ferrari) nonché la speciale attenzione prestata dall'artista all'eloquio solenne e monumentale della pittura murale; alle tecniche della grande tradizione romana, affresco e decorazione musiva, l'artista cominciò ad interessarsi poco dopo il suo arrivo a Roma (1897), nello studio di Cesare Maccari, sviluppandone poi applicazioni e potenzialità nel corso dei primi decenni del secolo all'interno dei numerosi cantieri decorativi a lui affidati dalle istituzioni della capitale umbertina, prima, e fascista, poi.
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