gli artisti e le opere
Cavalli
Descrizione breve
Il dipinto testimonia l'esito finale dell'avvenuta metamorfosi della pittura di Carrà dal primitivismo degli inizi del decennio a un naturalismo tanto pieno e convinto da innalzarsi a toni monumentali.
Lo stesso Carrà nell'autobiografia pubblicata nel 1943 attribuisce a questo dipinto e a Il Cinquale un messaggio fondamentale nella sua produzione; in essi "l'orgogliosa intelligenza non opera più sopravvalutandosi ma si accorda col vivente esempio delle cose". Nel 1928 Carrà tratterà il medesimo soggetto in due serie di acqueforti (Cavalli e Cavalli II).
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