Giuseppe Verdi

 

La carriera di Giuseppe Verdi (1813-1901) iniziò da giovanissimo: all'età di 15 anni già dirigeva la banda del paese natale, Roncole di Busseto, e una sua sinfonia d'apertura venne eseguita al posto di quella di Rossini nel corso della rappresentazione de Il barbiere di Siviglia. I suoi genitori di umili origini, si erano sottoposti a grandi sacrifici per dare al figlio un'educazione musicale. Sembra che la sua bravura fosse tale che il solo sentirlo suonare bastasse a ripagare l'accordatore della sua spinetta.

Il primo grande successo arrivò a 28 anni, quando trasferitosi a Milano, fu rappresentato il Nabucco, replicato per ben 64 volte in un anno. Il successo dell'opera fu tale che il coro del Va pensiero divenne il canto doloroso contro l'occupante austriaco, affermandosi infine come il simbolo canoro del Risorgimento.

Negli anni successivi Verdi lavorò molto intensamente componendo I Lombardi alla prima crociata, Ernani, I due foscari, Macbeth, I Masnadieri e Luisa Miller, ma fu con Rigoletto, Il trovatore e La traviata che si sarebbe imposto come il massimo operista italiano del tempo. In queste ultime tre opere, infatti, si manifesta tutta la capacità innovativa di Verdi. I protagonisti non sono né eroi, né potenti, ma gente comune.

Per la morte di Alessandro Manzoni, Verdi compose la Messa di Requiem, eseguita nella Chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874. Infine, per celebrare l'inaugurazione del Canale di Suez, il Maestro compose l'Aida.

Ormai molto anziano, Verdi si spense a Milano nel suo appartamento del "Grand Hotel De Milan" all'età di 87 anni. I funerali, secondo la sua volontà, si svolsero all'alba, senza sfarzo né musica, con la presenza di circa centomila persone che in silenzio seguirono il feretro per rendere l'ultimo omaggio. Nei giorni precedenti alla sua morte, via Manzoni e le strade circostanti furono cosparse di paglia affinché lo scalpitio dei cavalli ed il rumore delle carrozze non ne disturbassero il riposo.