Stato nazione



Il processo che ha condotto alla nascita dello Stato nazione, o Stato nazionale, è stato lungo e travagliato.

Per quanto riguarda l'Italia, le sue origini vanno rintracciate nel Trecento, quando a mano a mano si sostituisce l'idea di Impero Universale, ereditata dal Medioevo, con il concetto di un'entità nazionale fondata su requisiti che destassero nel popolo un forte senso di appartenenza: un territorio, dei confini precisi, un'unità linguistica e culturale.

Inizialmente le difficoltà maggiori al pieno sviluppo di questo processo sono venute dalla Chiesa che non voleva accettare l'idea di perdere il proprio predominio sulle altre potenze europee; soltanto dopo il papato di Bonifacio VIII si affermerà l'unione del "potere temporale" e di quello "spirituale" sotto un'unica guida nazionale, ma straniera.

Il processo di unificazione nazionale in Italia avviene in ritardo rispetto ad altri Stati europei e si compirà soltanto tra il XIX e il XX secolo.

Un primo esempio di Stato nazionale lo si può trovare in Francia, paese che ha attraversato nel 1100/1200 circa ciò che ha vissuto l'Italia nel 1300, ovvero la scissione e la nascita di numerosi stati e marchesati.

La Francia fu seguita dall'Inghilterra, dove la dinastia regnante dei Plantageneti aveva perso prestigio, al punto di costringere il re Giovanni Senza Terra ad emanare la Magna Charta Libertatum (15 giugno 1215), con la quale venivano concessi privilegi all'aristocrazia e ai feudatari a discapito dell'influenza regia. La Magna Charta sanciva,
dunque, l'inarrestabile caduta del re come monarca assoluto e rappresentava il primo documento con cui si riconoscevano diritti universali ai sudditi e alle comunità.