Busto di Garibaldi



Rosa E., Busto di Garibaldi, 1875Lo sguardo imperioso ed acuto di Garibaldi esprime in modo immediato e suggestivo il potere carismatico che ne ha fatto il personaggio più affascinante del nostro Risorgimento. L'uomo in grado di andare al di là dell'orizzonte storico del momento verso mete più alte, di farsi seguire dai suoi soldati anche nelle iniziative più rapide ed imprevedibili, l'uomo dai grandi ideali e dalle grandi aspirazioni, capace anche di oblatività e sacrificio là dove prima lo richiedevano le esigenze storiche della patria.

Fin da giovane scelse di combattere per la redenzione dei popoli oppressi e in primo luogo per l'unità d'Italia, facendo propria l'affermazione di E. Barrault, profugo politico, incontrato personalmente nei suoi viaggi a Costantinopoli: "Un uomo che facendosi cosmopolita adotta l'umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue ad ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato, è un eroe".

La conoscenza dell'ideologia mazziniana quasi immediatamente successiva a questo incontro e l'adesione ad essa canalizzarono le sue aspirazioni libertarie e lo portarono sul piano della lotta concreta ed alla partecipazione alle cospirazioni mazziniane. 

Partecipò alle guerre di indipendenza riportando vittorie ed è soprattutto noto per la spedizione dei Mille. La capacità di mobilitare masse di volontari, il carisma del capo vittorioso, ma anche il coraggio della rinunzia lo resero un personaggio mitico già per i suoi contemporanei. Egli si dimostrò sempre un uomo al di sopra degli schemi e dei compromessi, uno spirito libero e grande anche nel fallimento e nel sacrificio, un uomo - come l'ha definito Victor Hugo - in tutta l'accezione sublime del termine, uomo della libertà, uomo dell'umanità.

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