Alessandro Manzoni


Alessandro Manzoni (Milano 1785 - Milano 1873) fu uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano, nonché uno dei principali romanzieri di tutti i tempi: I Promessi sposi è considerato un caposaldo della letteratura italiana. La sua educazione religiosa gli valse l'amore per la cultura classica e la letteratura, nonostante fosse indicato come uno studente svogliato, ma a 14 anni già compose sonetti di una certa levatura.

Da giovane visse con il padre e si dedicò ad una vita mondana, restando legato all'ambiente illuministico  cell'aristocrazia e della borghesia milanese. Le prime opere importanti sono ispirate a Vincenzo Monti, e allo stile neoclassico.

A Parigi, dove soggiornò per due anni al seguito della madre, Giulia Beccaria, Manzoni apprese gli insegnamenti di Claude Fauriel (Saint-Étienne, 1772 - Parigi 1844), il quale suggerì al giovane scrittore di non seguire i modelli rigidi voluti dalla tradizione, ma di esprimere in modo "vero" e diretto i propri sentimenti, così da colpire il cuore dei lettori.

Il matrimonio con la calvinista Enrichetta Blondel, dalla quale ebbe 10 figli, e la frequentazione parigina con il sacerdote Eustachio Devola produssero in Manzoni - diventato anticlericale come reazione all'educazione ricevuta - un riavvicinamento alla Chiesa e al cattolicesimo.

La riconquista delle fede fu per lo scrittore motivo di lunghe meditazioni e rappresentò l'esito di un percorso più ampio che aveva nel corso dell'Ottocento portato al dissolversi del mito della ragione: il mondo era per Manzoni immerso in un nel male e nell'ingiustizia. La risposta che egli seppe trovare alla sua inquietudine interiore venne dalla fede.

La morte di Napoleone nel 1821 e gli avvenimenti politici di quell'anno, insieme alla carcerazione di molti suoi amici, pesarono su Manzoni al punto di indurlo a concentrarsi sugli studi storici. L'anno seguente  portò a termine la stesura de I Promessi sposi, rivisti e corretti da molti colleghi e pubblicati un volume per volta fino alla prima edizione completa del 1927. Quelle furono le pagine con cui Alessandro Manzoni consegnava di fatto il suo nome alla storia.