Gli italiani

La storia culturale degli italiani ha origine fin dalla grande civiltà classica, fonte di ispirazione per artisti, letterati, filosofi, e uomini di Stato. A seguito della caduta dell'Impero romano, di cui l'Italia era stata per secoli il fulcro, il popolo italiano sviluppò una civiltà che, fra il XII e la prima metà del XVII secolo, era riuscita ad imporsi per raffinatezza e modernità sul resto d'Europa.

Le invasioni straniere e le frammentazioni del territorio sotto diversi domini avevano impedito la costruzione dell'identità nazionale al punto che fu possibile costituire uno Stato  nazionale unificato solamente nel 1861.

Le differenze linguistiche e culturali regionali, costituiscono la specificità dell'essere "italiani". Si può affermare che sicuro unicum dell'italianità sia proprio la diversità: dei costumi, delle culture, dei dialetti e la loro convivenza, seppure talvolta conflittuale, in uno Stato politicamente unito.

I tratti comuni e più tipici dell'italianità nelle arti sono da individuarsi nel prevalere della commedia sulla tragedia e della lirica sulla prosa; nella commedia dell'arte e nella tipizzazione dei personaggi, spesso letti in chiave regionalistica (le maschere). La prevalenza della lirica è stata legata, oltre che a un presunto ‘sentimentalismo' italiano, soprattutto al carattere poco ‘popolare' che la letteratura italiana ha avuto per lungo tempo.

In pittura, come in architettura, risulta fondamentale lo studio della prospettiva. Il Rinascimento ha segnato l'inizio delle scoperte scientifiche fondate sulla sperimentazione, ed è stato grande il contributo italiano alle esplorazioni geografiche, da Marco Polo a Cristoforo Colombo.

Un cenno a parte merita il cinema italiano, che primeggia sia come cinema d'autore, che nei generi popolari.