Approfondimenti

 

Storia e società:

Il quadro rappresenta la battaglia di Custoza, nei pressi di Verona, del 2 giugno del 1866 durante la III guerra d'indipendenza, che segnò una grave sconfitta per l'Italia, come già era accaduto nello stesso luogo nel 1848 durante la I guerra d'indipendenza. Infatti l'esercito italiano, nonostante la superiorità di uomini e di mezzi, era meno preparato e organizzato di quello austriaco e soffrì le conseguenze delle divergenze fra i generali sulla conduzione della battaglia.

Psicologia e percezione:

La scena è di forte impatto emotivo. Il quadro ben rappresenta lo smarrimento che ha colto le truppe italiane, la mancanza di coordinamento e direzione della battaglia che sfocia nella quasi staticità dei soldati. Il quadro infatti non incontrò il favore della critica, che giudicò la rappresentazione antieroica.

Arte:

L'immagine è articolata secondo una serie di direzioni verticali - i fusti degli alberi, i fucili puntati, i soldati in piedi - e orizzontali - i soldati e i cavalli morti o feriti -. La strada bianca separa i due blocchi di figure, facendo concentrare l'attenzione sul gruppo di destra e sbilanciando leggermente l'immagine. I colori non sono definiti e anche le forme, viste da vicino, sono come delle "macchie". Perciò il dipinto, molto grande, va guardato da lontano per apprezzarne le qualità pittoriche.

L'autore:

Giovanni Fattori (1825-1908) è uno dei maggiori rappresentanti del gruppo dei Macchiaioli sorto a Firenze intorno al 1860. Il dipinto "a macchia" si realizza partendo dal concetto che la realtà è composta visivamente da una miscela di "macchie di colore e chiaroscuro". Gli artisti volevano rendere l'impatto della realtà nel suo insieme e la raffiguravano dal "vero" escludendo la descrizione del dettaglio.