III guerra di indipendenza

 

La battaglia si situa nel più ampio panorama della guerra austro-prussiana, che vide fronteggiarsi aspramente le due grandi potenze della Mitteleuropa: l'Impero d'Austria e il regno di Prussia. Il neonato regno italiano prese parte al conflitto come alleato della Prussia, interessato a rivendicare il territorio veneto, all'epoca sotto il dominio austriaco.

Esattamente come era avvenuto nel 1848, durante la I guerra d'indipendenza, la battaglia del '66 rappresentò una vera disfatta per l'Italia. L'esercito austriaco disponeva di truppe ben addestrate e di una migliore conoscenza del terreno d'azione. Sebbene l'esercito italiano fosse dotato di un maggior numero di uomini e mezzi, la cattiva direzione dei generali Cialdini e La Marmora comportò una grave sconfitta. Solo i volontari guidati da Garibaldi riuscirono a conseguire un successo a Bezzecca, in Trentino.

Il conflitto austro-prussiano si concluse con la vittoria del Regno di Prussia, e anche l'Italia, sua alleata, ne trasse giovamento: con il trattato di Vienna, anche se in modo umiliante poiché attraverso la Prussia, il Veneto passò all'Italia. L'Austria, infatti, non volendo riconoscere l'Italia come paese vincitore, in quanto l'aveva militarmente sconfitta a Custoza, affidò il dominio alla Francia, che poi lo consegnò a Vittorio Emanuele II.