Difesa di un castello

D'Azeglio M., Difesa di un castello, 1830 ca.

L'ignominiosa fine di Francesco Ferruccio, prigioniero inerme, divenuto poi un simbolo dell'Italia risorgimentale al punto che Mameli lo evoca nel nostro Inno nazionale, è forse il motivo per cui Massimo d'Azeglio celebra la battaglia di Gavinana, località situata tra Pistoia e l'Abetone nella cui antica piazza si erge un monumento equestre dedicato a Ferruccio.

La battaglia è stata combattuta il 3 agosto 1530 fra le truppe guidate dal condottiero Francesco Ferruccio e l'esercito imperiale di Carlo V, durante l'assedio di Firenze. La disfatta del contingente fiorentino procurò la caduta della Repubblica instaurata, nel 1527, nel capoluogo toscano, a seguito della cacciata dei Medici. La sconfitta di Firenze segnò il definitivo controllo sulla penisola italiana da parte di Carlo V, re di Spagna e Imperatore.

Massimo d'Azeglio, illustre esponente del Romanticismo storico, era solito prendere spunto dagli eventi del passato per rappresentarli riattualizzati. L'artista in questa circostanza ha saputo fondere abilmente due grandi temi della pittura: il ritratto paesaggistico e la rappresentazione storica, realizzando così il "paesaggio istoriato", molto apprezzato all'epoca.

Nella tela lo studio dal vero e la narrazione delle vicende storiche hanno pari rilevanza. Il paesaggio, raffigurato sotto l'egida della calma e della tranquillità, contrasta apertamente con il moto guerresco dei militari alla presa del forte, come indica il parallelo visivo tra la placida chioma dell'albero sulla destra e la svettante torretta del castello sulla sinistra, su cui si erge un cielo azzurro popolato da nuvole in movimento, moto speculare a ciò che avviene in terra.

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