Approfondimenti

Storia e società:

Il dipinto rappresenta una battaglia ambientata in un borgo fortificato di epoca rinascimentale. L'episodio ricorda la battaglia di Gavinana combattuta il 3 agosto 1530 fra le truppe guidate dal condottiero Francesco Ferruccio e l'esercito imperiale di Carlo V durante l'assedio di Firenze del 1529-30. L'annientamento del contingente fiorentino causò la caduta della repubblica instaurata nella città toscana e segnò il definitivo controllo sulla penisola italiana da parte di Carlo V. L'episodio dell'estrema difesa della repubblica fiorentina assume durante il Risorgimento un valore simbolico tanto che Ferruccio è citato nell'Inno di Mameli.

Psicologia e percezione:

Nello schema compositivo del dipinto si possono osservare due componenti quasi in opposizione: l'ambiente naturale sulla destra (campi ed alberi) e l'ambiente costruito sulla sinistra (castello, ponte, torre, mura). Il paesaggio e la narrazione delle vicende storiche hanno pari rilevanza ed evidenziano il contrasto fra la tranquillità della natura e il moto guerresco dei militari all'assalto del forte.

Arte:

L'opera è un esempio di "paesaggio istoriato", un genere di pittura che fonde la rappresentazione del paesaggio, che l'artista era solito studiare dal vero, con la narrazione di vicende storiche. Lo studio dei fatti storici era lo spunto per rappresentarli riattualizzati e dunque affrontare le problematiche del momento. La calda luce dorata infonde alla scena un carattere favoloso e romanzesco.

L'autore:

Massimo d'Azeglio (1798-1866) è un personaggio di rilievo del Romanticismo e del Risorgimento italiano. Presidente del Consiglio dello Stato sabaudo fra il 1849 e il '52, scrittore di romanzi storici e pittore, nella sua fede politica arte e letteratura si fondono in maniera inscindibile.