Francesco Ferruccio

Francesco FerruccioNato a Firenze nel 1489, Francesco Ferruccio morì a Gavinana, il 3 agosto del 1530. Fu fatto prigioniero mentre partecipava nel 1528 all'impresa del Lautrec contro Napoli. A difesa della Repubblica fiorentina si distinse in varie operazioni militari. Nel luglio del 1530, mentre i fiorentini avrebbero dovuto effettuare una sortita, a lui fu affidato il compito di prendere il nemico alle spalle per rompere il blocco di Firenze. A Gavinana le sue truppe si scontrarono con
quelle imperiali e dopo una lunga battaglia per il tradimento di Malatesta Baglioni, non soccorso dai fiorentini, Ferruccio venne sconfitto. A infliggergli il colpo mortale fu il suo nemico, Fabrizio Maramaldo. Famosa resta la sua frase pronunciata sul punto di morire: "vile, tu uccidi un uomo morto".

Si ricorda, inoltre, che la figura del condottiero fiorentino è citata anche nell'Inno di Mameli, proprio a testimonianza del fatto che, nonostante sia vissuto a cavallo fra il XIV e il XV secolo, le sue gesta erano diventate motivo di identificazione da parte dei patrioti risorgimentali che lo considerarono un emblema del sentimento di orgoglio nazionale e dello spirito di sacrificio per la Patria:

"Dall'Alpe a Sicilia,
dovunque è Legnano
ogn'uomo di Ferruccio
ha il core e la mano"