Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta

Fattori, G., Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta, 1860La  Francia era intervenuta al fianco del Piemonte secondo quanto previsto dagli accordi di Plombières e alle truppe regolari piemontesi si era unito anche il corpo di volontari dei Cacciatori delle Alpi, comandato da Garibaldi, che si era assunto il compito di liberare il territorio da Varese a Brescia. Siamo nella seconda guerra di indipendenza, piena di scontri sanguinosissimi e di perdite assai gravi da ambedue le parti: sono circa 30 mila le vittime stimate.

La  Battaglia di Magenta del 4 giugno 1859 segna la vittoria delle truppe franco-piemontesi sugli Austriaci e costituisce un successo importante. Combattuta nei pressi di Milano, aprì finalmente il varco per il capoluogo lombardo e verso la conquista della Lombardia.

La tela di Giovanni Fattori, tra i capofila dei macchiaioli, è un bozzetto. È cioè un lavoro preparatorio per La battaglia di Magenta, attualmente conservata presso la Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Ciò spiega le sue dimensioni ridotte, insolite per una scena di battaglia. L'artista sceglie di non privilegiare il momento eroico dello scontro, ma rappresenta una scena delle retrovie, con i soldati piemontesi che rientrano dopo l'attacco, sotto lo sguardo dello stato maggiore francese. Il fulcro della composizione è rappresentato dall'ambulanza che porta al sicuro i soldati feriti in battaglia.

Non si tratta dunque di un'opera dagli intenti celebrativi, ma appare evidente che l'artista era desideroso di mostrare le sofferenze che la guerra comporta, rappresentando semplicemente la realtà dei fatti, con un tono asciutto e sobrio.

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