I Vespri siciliani

Hayez_Vespri sicilianiI Vespri siciliani furono una rivolta popolare scoppiata nel 1282 a Palermo, contro il duro ed oppressivo governo degli Angioini, e rappresenta il primo momento dell'insurrezione che avrebbe portato alla definitiva cacciata dei francesi dalla Sicilia. Un movimento indubbiamente eccezionale sia perché portò ad una proclamazione d'indipendenza rispetto ad un potere considerato usurpatore e repressivo, sia perché coinvolse tutte le fasce della popolazione dell'intera l'isola.

La tela rappresenta il pretesto della rivolta: l'oltraggio fatto da un francese (un certo Drouet) ad una donna plermitana, in attesa dei Vespri il 31 marzo 1282, sul sagrato della Chiesa dello Spirito Santo a Palermo. Con la scusa di verificare se la donna portasse armi, venne palpeggiata sotto le vesti. I parenti degli sposi assistono all'assassinio del francese per mano del fratello della donna che, indignato dall'oltraggio, lo uccide con la spada. Subito dopo al grido di "mora, mora" inizia una vera e propria caccia ai francesi. All'alba del giorno successivo la città di Palermo si proclama indipendente e ben presto la rivolta si estende a tutta la  Sicilia. L'insurrezione dei siciliani contro la dominazione angioina simboleggiò, in epoca risorgimentale, la rivolta di tutta l'Italia contro il dominio straniero.

Hayez organizza la scena come una quinta teatrale dove i personaggi principali assumono pose fisse e atteggiamenti plateali. Tuttavia il pittore descrive abilmente il tumulto concitato di quegli istanti e la rappresentazione è tutt'altro che statica. Il movimento è sottolineato dalle numerose linee diagonali che tagliano la tela e dai movimenti sinuosi delle vesti. Amico del Manzoni e del Cattaneo, Hayez fu apprezzato e sostenuto anche da Mazzini in quanto appartenente alla cerchia degli artisti "rivoluzionari".

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