Insurrezione

Dopo il Congresso di Vienna l'Italia del Nord era sottoposta al dominio straniero: gli Austriaci, infatti, controllavano il lombardo-Veneto. L'oppressione austriaca fece emergere scontento e associazioni segrete come la Carboneria. Sorsero moti di rivolta in tutta la  Penisola.

In alcuni casi le insurrezioni scoppiate a Napoli ed in Sicilia guidate da Morelli e Silvati non ebbero successo, anche perché non riuscirono a coinvolgere gli strati popolari. Ciò che mancava era quello spirito patriottico ed unitario che Mazzini seppe infondere nell'animo di chi voleva credere nell'esperienza dell'unificazione italiana e di chi ripose la sua fiducia nell'idea di una repubblica democratica, così ben rappresentata dalla "Giovane Italia", l'associazione politica insurrezionale fondata a Marsiglia da Mazzini nel luglio 1831.

Infatti, quando un governo non è considerato legittimo, viene ad incrinarsi la base del consenso e questo costituisce terreno fertile per la nascita di movimenti insurrezionali che avviano processi rivoluzionari di mutamento sociale, con due funzioni: una manifesta, quella di debellare il potere non condiviso, ed una latente, quella di creare una coesione tra i rivoltosi e le masse popolari.