Solidarietà

La solidarietà esprime un rapporto di interdipendenza tra persone strette da un vincolo di collaborazione ed assistenza reciproca. Le persone legate da un rapporto solidale condividono ansie, paure, idee, pareri, progetti, ecc.

Nel pensiero sociologico di fine Ottocento il termine "solidarietà" si riferisce alla capacità dei membri di una collettività di agire nei confronti di altri come un soggetto unitario. Ne La divisione del lavoro sociale (1893), Émile Durkheim  mostra come ogni forma di comunità sia basata sulla solidarietà interna che unisce i membri del gruppo. La "solidarietà meccanica" tipica delle comunità tradizionali e semplici, contraddistinte da forte coesione, è fondata su sentimenti effettivi che inducono i soggetti al rispetto delle regole prescritte e della morale attraverso la coscienza collettiva; nelle società moderne, complesse ed eterogenee, la solidarietà è "organica", prescinde cioè dal legame affettivo e si basa sull'esercizio di funzioni utili alla vita della collettività. Il fatto che, grazie alla divisione del lavoro, gli individui siano tra loro intercambiabili nell'esercizio delle funzioni che ricoprono, tiene insieme la società moderna.

La solidarietà rientra tra i principi elencati da Giuseppe Mazzini nella Lettera dommatica (1860) e posti alla base dell'associazione insurrezionale da lui fondata a Marsiglia (luglio 1831), la Giovane Italia.

Insieme con la fiducia nel progresso, la libertà e l'uguaglianza, la solidarietà costituisce, secondo il Mazzini, un imprescindibile "dovere dell'uomo".

Il diffuso senso di solidarietà, venutosi a creare nella seconda metà dell'Ottocento nell'Italia settentrionale, favorì la nascita delle "società di mutuo soccorso", il cui scopo era sostenere gli impossibilitati al lavoro e altre iniziative, come le Casse rurali, che avevano l'obiettivo di agevolare i piccoli agricoltori e gli artigiani.