Le vittime del lavoro

Vincenzo Vela, Le vittime del lavoro, 1882L'opera di Vela costituisce un omaggio alla memoria degli operai che persero la vita mentre erano impegnati nei lavori di scavo finalizzati alla realizzazione della galleria ferroviaria del San Gottardo. Per rendere più veloce il lavoro, furono sperimentate nuove tecniche per ridurre i costi, anche se la fretta con cui furono messe a punto fu la principale causa dei gravi e numerosi incidenti.

Molti erano gli operai italiani inclusi nelle maestranze, che lavoravano duramente in condizioni massacranti per turni di 8 ore in un ambiente dove la temperatura superava i 30° gradi e l'aria era irrespirabile per la scarsa ventilazione e le esalazioni dei gas di scarico delle macchine. Anche gli alloggi erano malsani, molto disagiati e l'igiene pessima. Gli operai scioperarono per tali condizioni inumane, ma le forze dell'ordine fecero fuoco uccidendo quattro di loro.

Il tema degli infortuni sul lavoro è purtroppo ancora molto attuale, tanto che il 1° maggio del 2008 è stata posta all'ingresso degli uffici centrali dell'INAIL a Roma una copia dell'opera di Vela, inaugurata dal Presidente Giorgio Napolitano. Le vittime del lavoro raffigura un gruppo di minatori che trasportano fuori dalla galleria il corpo di un collega rimasto vittima di un incidente.

La scena è composta da quattro figure che avanzano mestamente nel buio, come in una marcia funebre, con una sola piccola lanterna tenuta alta da uno di essi e sospesa sul corpo dello sfortunato operaio, il cui braccio destro privo di vita penzola inerme. I protagonisti sono ritratti con estremo realismo. Ogni particolare del rilievo e l'asprezza del modellato quasi espressionistico contribuiscono a rendere la scena ancora più drammatica. Vela sottolinea la forza fisica degli operai, acquisita con il duro lavoro, forza che però non è stata sufficiente a sottrarre alla morte una giovane vita.

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