Approfondimenti

Storia e società:

La scultura rappresenta un omaggio alla memoria degli operai che persero la vita durante la realizzazione della galleria ferroviaria del San Gottardo, realizzata in dieci anni da Svizzera, Germania e Italia e inaugurata il 23 maggio 1882. È lunga 15 Km e nell'Ottocento era il tunnel ferroviario più lungo d'Europa. Nela perforazione del traforo si sperimentarono nuove tecniche per velocizzare i lavori, dati gli alti costi, e questa fretta fu la principale causa degli incidenti mortali, in tutto 177, e degli altri infortuni, circa 400, di cui furono vittime anche molti italiani. Attualmente sono in corso i lavori per un'altra galleria del San Gottardo, lunga 57 km, che sarà il nuovo centro vitale dei collegamenti con l'Europa, che aprirà al traffico ferroviario nel 2016 e si prefigura come il tunnel più lungo del mondo.

Percezione:

Nell'opera è rappresentato un gruppo di operai intorno ad un compagno che ha perso la vita per un incidente sul lavoro. Il lento incedere delle figure che procedono nel buio è rischiarato solo dalla lanterna tenuta sospesa sopra il compagno morto, il cui braccio destro pende inerte. Sembra di  assistere ad una marcia funebre lenta e solenne. I volti sono tesi ed esprimono sofferenza e dolore, ma è ancora più drammatica la figura incappucciata, eco di antichi rituali. I corpi degli operai a torso nudo sono modellati in maniera efficace; l'operaio che tiene la lanterna impugna con lamano destra un grande martello, storico strumento simbolo delle lotte operaie.

Arte:

I protagonisti sono ritratti con estremo realismo. Ogni dettaglio è modellato con sensibilità e ricchezza. I particolari del rilievo e l'asprezza del modellato quasi espressionistico contribuiscono a rendere la scena ancora più drammatica. L'autore traduce un dramma storico, ancora oggi attuale, facendosi  interprete delle istanze sociali più emergenti dell'epoca. Per questo motivo questa scultura è a ragione ritenuta l'opera esemplare ed il manifesto del nostro realismo sociale.

Autore:

Vincenzo Vela (1820-1891) si distinse come artista militante e di grande sensibilità, una sorta di documentarista che attraverso o pere di carattere politico e civile ritrasse personaggi ed eventi salienti della storia contemporanea.