Lo studio

Mancini, A., Lo Studio, 1875 ca.Il bambino che vediamo rappresentato nel quadro di Antonio Mancini sta facendo i compiti che gli sono stati assegnati in una classe della scuola elementare, forse la prima o la seconda, da come si può dedurre dall'apparente età del  fanciullo.  Il sistema scolastico a cui appartiene è regolato dalla legge Casati che sanciva l'obbligo scolastico per il primo biennio gratuito.

Entrata in vigore in Piemonte nel 1860 ed estesa dalla Destra Storica a tutto il Regno dopo l'unificazione d'Italia, la legge rimase sostanzialmente in vigore, ma con importanti modifiche, fino alla riforma Gentile del 1923. Una volta unificata l'Italia da un punto di vista politico, non restava che provvedere alla sua unificazione sotto il profilo linguistico e culturale. 

A quei tempi i bambini e le bambine frequentavano classi separate e con l'aiuto delle famiglie, che solo nei casi più fortunati potevano permettersi un precettore privato, dovevano provvedere autonomamente alla propria istruzione. Per il bambino ritratto lo studio non doveva essere un momento piacevole. Lo dimostrano l'aria stanca con la quale guarda faticosamente al libro che ha davanti e lo sforzo che sembra compiere, sopportato a mala pena, e descritto da quelle mani affusolate che si stringono l'una all'altra.

Neppure l'ambiente gli è di conforto: sembra trovarsi in una stanza che non gli appartiene, come dimostra il tavolo ben più alto di lui, forse è il tavolo di lavoro del padre. Il fanciullo qui ritratto, spesso presente nei dipinti del Mancini, è Luigiello, figlio di una portinaia napoletana che sovente lo affidava al pittore, in modo che potesse educarlo. 

Il mondo dell'infanzia attraeva moltissimo il noto pittore. Il suo desiderio non era quello di idealizzarla, quanto di  renderla mitica, dedicandole un rispettoso e dignitoso omaggio. I suoi quadri non vogliono porsi come opere di "denuncia sociale", quanto fissare nell'immaginario comune e con poesia la condizione triste e disagiata di questi poveri e giovani esclusi.

Approfondimenti