I due cugini

Cremona T.,I due cugini, 1870L'opera vuole sottolineare la centralità del sentimento e raffigura un bambino di profilo che bacia teneramente la cuginetta, il cui sguardo è rivolto verso lo spettatore. Il quadro, esposto per la prima volta a Torino nel 1871 con il diverso titolo di Schizzo dal vero, rimanda ad una visione della realtà sempre più intima, interiorizzata, con suggestioni allusive ed evocative e rappresenta una cesura con il mondo borghese: il soggettivismo contro l'oggettivismo realista, l'evocazione contro la descrizione.

Anche nel sottile erotismo che pervade l'immagine e in quell'ambiguità di atteggiamenti, sia pure molto delicata, si può leggere una sfumatura provocatoria, forse l'intenzione di rovesciare uno stereotipo borghese o almeno incrinarlo nelle sue convenzioni e nei suoi falsi moralismi. Il segno sfumato e vaporoso rende le forme più sfuggenti e lievi, confondendole con l'atmosfera, e sottolinea il modificarsi degli stati d'animo, l'attimo fuggente di una realtà colta nei suoi momenti più intimi e quotidiani.

Con questo quadro Cremona introduce il tema degli "idilli amorosi", concetto che può essere considerato la sigla stilistica dell'autore e una tra le espressioni più tipiche della Scapigliatura lombarda, di cui Cremona è considerato il massimo esponente. Essa ha rappresentato l'unico movimento di avanguardia artistica e letteraria italiana  dell'Ottocento.

L'Italia post-unitaria è in crisi, è in atto un profondo processo di trasformazione economica, culturale e sociale particolarmente evidente nel nord del Paese, dove la rivoluzione industriale e lo sviluppo capitalistico imprenditoriale procedono a ritmo incalzante. La Scapigliatura raccolse ed organizzò le aspirazioni e le delusioni di tutta una generazione di giovani che soffrivano della caduta e del tradimento degli ideali romantici e risorgimentali.

Approfondimenti