Approfondimenti

Storia e società:

Il gioco è nato con l'uomo, ne esprime la cultura e cambia a seconda del contesto e del periodo storico. Pensati come oggetti di uso quotidiano in miniatura, i giocattoli dovevano condurre il bambino verso l'assunzione del ruolo di adulto. Entrati già alla fine del sec. XIX nella produzione industriale, hanno conservato la loro funzione di formazione nel processo di socializzazione del bambino e, negli ultimi decenni, hanno acquisito un'importante rilevanza economica mutevole a seconda delle mode. Ormai in sinergia con il mondo dei mass media e la produzione industriale, il giocattolo è divenuto una proiezione del mondo mediatico, dove il confine tra la realtà e la finzione è sempre più labile.

Percezione:

Il  gioco costituisce per i bambini un'essenziale attività di formazione; oltre alle funzioni di svago e di divertimento, attraverso il gioco il bambino sperimenta la propria creatività sia individualmente che in gruppo. Il gioco costituisce anche uno dei primi momenti in cui si iniziano a intrecciare e stabilire i rapporti sociali con i propri pari. L'interruzione forzata di qualunque attività genera frustrazione, possiamo quindi immaginare lo stato d'animo del bambino rappresentato. La sua posizione, il suo  isolamento producono empaticamente anche dispiacere e tristezza nell'osservatore. Ma l'autore riesce ad inserire nella scena di familiare quotidianità anche un velo di inquietudine e di attesa. Il gioco è  sospeso e noi veniamo coinvolti nel lungo aspettare del bambino.

Arte:

La scena è costruita geometricamente e sottoposta ad una forte stilizzazione  formale. Lo spazio interno si sviluppa in senso verticale e vi si diffonde unaluce calda. La porta funge da sipario aperto su na scena di ordinaria quotidianità, ma soprattutto fa entrare lo spettatore all'interno della casa capovolgendone così il ruolo. 
 

Autore:

Adriano Cecioni (1836-1886) si impose all'attenzione della critica sin da giovane per il temperamento antiaccademico e per la condivisione degli ideali innovativi della cultura del tempo. Nella tela non accade nulla di eccezionale, ma è proprio in questa "normalità" che si cela tutta la carica eversiva del  pittore. Nella sua ricerca del vero e della natura confluiscono gli influssi delle esperienze della scuola napoletana di Resina e dei Macchiaioli a Firenze.