Abbandono

La paura dell'abbandono è uno dei timori ricorrenti nell'infanzia, forse la principale paura di ogni bambino. Ogni essere umano nasce con l'esigenza primaria di confrontarsi e di mettere da parte il timore di essere abbandonato. Non è un caso se Erikson (Childhood and Society, 1950) parla della fiducia fondamentale - che si sviluppa nell'età infantile durante i processi di socializzazione primaria e che dipende dalle amorevoli cure del primo agente socializzatore, la madre - come di un fattore essenziale per la crescita.

Dal momento che affonda le sue radici nella relazione interpersonale, la fiducia collega l'identità dell'individuo alla stima degli altri. Nasce prima ancora che si diventi consapevoli della presenza di un "Io" e di un "Me" e costituisce un atto creativo, poiché rimanda alla capacità di lasciarsi andare nel vuoto, con la certezza che l'altro sarà pronto a sorreggerci per non farci cadere. Come scrive Giddens (Identità e società moderna, 1999, p. 52): «La fiducia fondamentale è un espediente che fa da schermo contro i rischi e i pericoli dell'ambiente circostante».

Gli studi del XX secolo, soprattutto quelli di John Bowlby, hanno messo in evidenza gli effetti nocivi della deprivazione materna che possono generare traumi con conseguenze che si ripercuotono per tutto l'arco della vita, insieme all'importanza del legame tra genitori e figli (il sentimento di attaccamento) come fondamento di un sentimento di sicurezza e dell'accettazione di sé.