Giovanni Boldini

Boldini, Giovanni

Giovanni Boldini (Ferrara 1842- Parigi 1931) a sedici anni dipinge il suo autoritratto e riceve già delle committenze, ritraendo gentildonne e notabili personaggi del ferrarese. Trasferitosi a Firenze, dove si iscrive all'Accademia delle Belle Arti, frequenta il famoso "Caffè Michelangelo", luogo in cui i Macchiaioli si riuniscono spesso per discutere sulla nuova e rivoluzionaria tecnica da cui prende il nome il loro gruppo.

Durante questo periodo di frequentazioni, Boldini affina quella proprietà della macchia e vivacità del tono che caratterizzeranno le sue opere. Il successo che gli arride poco dopo l'esordio è folgorante: compensi da vertigine, accoglienze calorose nei salotti e nelle mostre, amicizia di personaggi come Verdi, Rothschild, Wildenstein. Tra il 1867 e il 1871 Boldini soggiorna tra Londra e Parigi, dove nel 1886 si trasferisce nel piccolo "Hotel Particulier" al n. 41 di Boulevard Berthier.

Qui esegue il celebre ritratto di Verdi con cilindro e sciarpa bianca, che poi egli stesso donerà alla Galleria d'Arte Moderna di Roma. Giuseppe Verdi lo inviterà l'anno seguente alla prima dell'Otello alla Scala. Da questo momento Boldini diverrà il massimo rappresentante del ritratto d'epoca, mondano o di rappresentanza, superando per successo molti altri pittori quali Stevens, Sargent, Lenbach, Lazlò, Fortuny, Lavery, Zuloaga, Blanche, Besnard, Orpen. I soggetti di Boldini sono spontanei, ritratti nella loro quotidianità e con attenzione al loro lato interiore.

I dipinti posseggono una grande forza dovuta alla pennellata vivace ed elegante dell'artista, che cattura con grande abilità le emozioni sui volti dei suoi personaggi. Pur non avendo partecipato in prima persona alle campagne risorgimentali e agli eventi che avrebbero condotto all'Unità d'Italia, questo pittore può essere considerato un eccezionale testimone della sua epoca, capace di creare immagini perfette delle persone, del tempo e dei luoghi in cui ha vissuto.