Ercole Rosa

Figlio di uno scalpellino che lavorava in una bottega romana, Ercole Rosa (San Severino Marche 1846 - Roma 1893) decise, in seguito alla morte del padre, di volerne seguire le orme. A riprova del suo talento naturale, si racconta che nel laboratorio dove lavorava tracciasse spesso sulle lastre di marmo proprio la testa di Garibaldi, impressionando fortemente il principale, il quale decise di iscriverlo all'Accademia di San Luca, dove ebbe inizio la sua carriera di scultore.

Il Rosa fu un autore dedito alla rappresentazione dei temi patriottici anche perchè è noto il suo diretto coinvolgimento nelle guerre d'indipendenza italianea Il Busto di Garibaldi si colloca perfettamente nel filone della sua opera di scultore ed illustratore delle glorie risorgimentali nell'Italia umbertina. Non è chiaro se il busto in questione fu eseguito dal vero, come testimonia il principe Baldassarre Odescalchi, che vide l'opera nello studio romano dello scultore. È invece piuttosto attendibile l'ipotesi che l'altra Testa di Garibaldi, realizzata negli anni antecedenti, sia stata eseguita dal vero, venduta nel 1894 dopo la morte dell'artista, e "modellata nel 1875 quando il generale si recò a Roma". L'opera del 1875 fu donata alla Galleria dal fratello Sestilio, insieme ad un cospicuo nucleo di gessi, bronzi e terrecotte.

A riprova dell'impegno sui temi risorgimentali, Rosa scolpì numerosi monumenti per le piazze dell'Italia unita e vinse, nel 1874, il concorso per il monumento ai fratelli Cairoli, di cui la GNAM conserva un bozzetto. L'opera, eretta sul Pincio nel 1883, diede allo scultore larga fama garantendogli numerose commissioni. Rosa fu poi autore del monumento a Vittorio Emanuele II eretto a Milano, in piazza Duomo, nel 1896, e lasciò numerosi busti, tra i quali quello di Giuseppe Garibaldi e di Alessandro Manzoni, oltre a statue e piccole sculture.

Le sue opere sono esposte nelle Gallerie d'Arte Moderna di Roma e di Milano, nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno.