Eleuterio Pagliano

Eleuterio Pagliano (Casale Monferrato 1826 - Milano 1903) nasce in provincia di Alessandria il 26 maggio 1826. Giovanissimo, a soli 10 anni, viene ammesso ai corsi dell'Accademia milanese di Brera, rivelando un talento innato e precoce soprattutto nei dipinti di derivazione neoclassica; altrettanto giovane, oltre che come artista si distingue come combattente volontario per la causa unitaria: nel 1848, lo vediamo impegnato nelle Cinque Giornate milanesi e l'anno successivo, per la difesa della Repubblica Romana nelle file dei bersaglieri lombardi di Luciano Manara, alla cui morte dedicherà il dipinto del 1884.

Dal 1850 si stabilisce a Milano dove incontra Domenico Morelli. Sarà proprio l'amico napoletano a introdurlo negli ambienti artistici. Si dedica alla pittura di storia e partecipa alle esposizioni annuali di Brera, in cui emerge per la sua attenzione veristica nella riproduzione di luoghi e costumi, distaccandosi così dalla produzione di stampo accademico. Di grande ispirazione gli furono senz'altro le personali esperienze di lotta patriottica che lo vedono nuovamente impegnato, nel 1859, nella seconda guerra d'indipendenza con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi. Al suo seguito raccoglie disegni e schizzi che in seguito rielaborerà ispirandosi ai temi risorgimentali e patriottici, che saranno spesso ricorrenti nella sua pittura.

La guerra segna profondamente l'artista che, a partire dal 1860 sviluppa il suo peculiare carattere storico-patriottico. Il suo stile si rinnova divenendo più libero e arricchendosi della pittura en plein air. Nella decade degli anni '60 collabora alla realizzazione della decorazione della Stazione e della Galleria Vittorio Emanuele di Milano; partecipa ad importanti rassegne nazionali ed internazionali, guadagnando il prestigioso premio Principe Umberto (1872) e la medaglia d'oro a Parigi (1878). La produzione successiva si diversifica rispetto al passato sperimentando generi più leggeri e temi allegorici: risale a questo momento l'esecuzione di ritratti, affreschi e velari per i teatri e, negli ultimi anni di attività, scene di genere in costume settecentesco.