S. Maria della Scala

La chiesa fu costruita fra la fine del 500 e l'inizio del 600  per contenere l'immagine della Madonna della Scala, conservata nell'area del transetto. La tradizione afferma che proprio in virtù della presenza di questa immagine sacra, posta sulla scala di una casa vicina, si sarebbe verificato il miracolo  della guarigione di un bambino deforme, la cui madre aveva rivolto preghiere alla Madonna per la sua intercessione.

L'allora Papa Clemente VII affidò il progetto ella chiesa a Francesco Cipriani da Volterra, che morì durante i lavori di edificazione della chiesa. Con una bolla del 20 marzo 1597 la chiesa, ancora in costruzione, viene affidata alla cura dell'ordine dei Carmelitani. Dopo il completamento dell'interno nel 1610 venne terminata anche, a distanza di un decennio, la facciata.

Nel 1849 durante la Repubblica Romana la chiesa verrà adibita ad ospedale: tra i vari patrioti che vi furono ricoverati ci fu anche Andrea Aguyar, il "moro di Garibaldi".

La facciata di Santa Maria delle Scala presenta due ordini di paraste, il materiale usato è il pregiato  travertino che ricopre le paraste fino all'altezza delle nicchie laterali. Al di sopra del portale, a cui si accede da una gradinata, una nicchia ospita la statua della Madonna con Bambino realizzata da Francesco di Cusart.

La struttura della pianta è a croce latina con un'unica navata affiancata da tre cappelle per lato. Il pavimento, ricco di lapidi sepolcrali è stato rimaneggiato.

L'altare maggiore fu progettato da Carlo Rainaldi ed è sormontato da un baldacchino a tempietto sorretto da colonne corinzie e decorato da quattro statuine di apostoli in terracotta dipinte ad imitazione del bronzo. Il coro, la navata e il braccio settentrionale del transetto sono decorati con pitture che riproducono delle modanature, mentre il transetto meridionale è decorato con vere modanature in stucco.

Il profondo coro è chiuso nella parte terminale dell'abside. Nel coro sono collocate le tele del Battesimo di Cristo e delle Nozze di Cana. Sul lato opposto, al centro dell'abside si trova un dipinto del Cavalier d'Arpino, Regina Coeli con Bambino.

Subito dopo l'altare maggiore vi è la sacrestia sulle cui pareti si addossano statuette in cartapesta dei dodici apostoli realizzate dopo che le originali in bronzo furono trafugate nel periodo napoleonico.