Paesaggio

 

 

La "pittura di paesaggio" è un genere pittorico che ha per soggetto ambienti all'aperto, ritratti dal vero (vedute), o ricostruiti idealmente.

Durante il periodo risorgimentale esempi significativi di pittura paesaggistica sono da individuare nell'esperienza della "scuola di Resìna", intorno alla quale gravitarono, tra gli altri, anche Adriano Cecioni, Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis. Il gruppo di pittori si riuniva presso Resìna (Ercolano) e a Portici, dal 1863 al 1867, ossia dall'arrivo a Napoli di Cecioni fino alla partenza sua e di De Nittis per Firenze e per Parigi.

Come numerose altre scuole dell'Ottocento europeo, quella di Resina si propone come una comune esperienza di pittura di paesaggio, connotata in senso antiaccademico e schierata contro lo "storicismo romantico". Abbandonati i soggetti storici, letterari e le scene di genere, l'attenzione viene tutta rivolta alla pittura dal vero, eseguita en plein air; in cui al centro c'è l'osservazione attenta della natura e la descrizione oggettiva del dato visivo, scevro da interpretazioni colte. Innovative sono la preferenza per le vedute paesaggistiche e urbane e l'aggiunta di aspetti quotidiani e semplici della vita paesana, come anche gli interni con acclusi o meno ritratti. Tra gli intenti del gruppo, dunque, vi è quello di integrare le istanze dei Macchiaioli e la loro immediatezza di impressione, con il Naturalismo della scuola napoletana.

Il dipinto Difesa di un castello (1830 circa) di Massimo d'Azeglio è un esempio di "paesaggio istoriato", cioè quel genere di pittura che fonde la rappresentazione del paesaggio, che d'Azeglio era solito studiare "dal vero", con la narrazione di vicende storiche. Nel dipinto, questi due aspetti hanno pari rilevanza: da un lato, infatti, l'artista raffigura il borgo nei suoi particolari, il torrione con i beccatelli (le mensole che ne sorreggono la sommità sporgente), il campanile, gli alberi coperti da rampicanti, dall'altro le stesse linee dell'architettura portano a soffermarsi sulla scena di battaglia che infuria in primo piano.