Massimo D'Azeglio

Massimo Taparelli d'Azeglio (Torino, 24 ottobre 1798 - 15 gennaio 1866) intraprende gli studi universitari e la vita militare, ma all'età di 22 anni abbandona la carriera militare, cominciata per tradizione di famiglia, per vivere a Roma e studiare pittura col fiammingo Martin Verstappen. Iniziò così a dedicarsi a temi sentimentali e patriottici. Nel 1831, alla morte del padre, si trasferì a Milano, dove conobbe Alessandro Manzoni e ne sposò la figlia Giulia, alla quale presentò il suo primo romanzo La sagra di San Michele, sul cui soggetto aveva anche dipinto un quadro di intonazione prettamente romantica. Dedicandosi all'attività di romanziere nel 1833 scrisse Ettore Fieramosca, nel 1841 Niccolò de' Lapi e l'incompiuto La lega lombarda. Continuò sempre a dipingere soggetti patriottici e sentimentali che insieme ai paesaggi, caratterizzano la sua produzione.

In qualità di pittore, infatti, d'Azeglio si specializzò, dagli anni Trenta in poi, nella produzione di "paesaggi istoriati" che rientrano nel solco del Romanticismo storico; in quest'ultimo contesto si colloca Difesa di un castello, tela che propone la visione di un delicato paesaggio di ispirazione romantica all'interno del quale è rappresentato l'assalto ad un forte.

Dal 1845 ebbe inizio la sua attività politica, con la pubblicazione di vari opuscoli antiaustriaci. Partecipò attivamente alle Cinque giornate di Milano del 1848, e dopo Novara, fu chiamato da Vittorio Emanuele II alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che tenne per tre anni. La presidenza passò a Cavour. D'Azeglio si allontanò dalla politica attiva, ma appoggiò la spedizione di Crimea e nel 1860 ricoprì la carica di sindaco di Milano. Dedicò i suoi ultimi anni alla stesura dell'autobiografia I miei ricordi.