Domenico Induno

Domenico Induno (Milano 1815 - Milano 1878) inizia a lavorare come aiuto-orafo nella bottega di Luigi Cossa, incisore della zecca, e poco dopo si iscrive all'Accademia di Brera. Segue dal 1831 al 1839 i diversi corsi, ottenendo in un solo anno ben quattro medaglie. Induno dimostra ben presto grande abilità nella rappresentazione storica; vince il Gran Premio di pittura con Alessandro infermo (Milano, Accademia di Brera); riconoscimento, che gli farà ottenere l'esenzione dal servizio militare e la commissione di una tela per Ferdinando I: Saul unto re dal profeta Samuele, destinata alla Galleria Imperiale di Vienna.

Francesco Hayez avvia Domenico al ritratto e gli procura uno studio nella sua stessa casa. Dal 1840, Induno inizia a dipingere anche soggetti legati alla vita del popolo, di umile cronaca di vicende quotidiane: Cosetta (dai Miserabili di V. Hugo), L'uccellatore, Partita alle carte, La Vivandiera, La Questua, pur non abbandonando i temi legati alle vicende risorgimentali, quali: Bullettino della resa di Roma, Dolor del soldato, Episodio delle Cinque Giornate, Povera Venezia. Nel 1855, viene premiato all'Esposizione Nazionale di Parigi con Pane e lagrime, dipinto acquistato da Francesco Hayez. Vittorio Emanuele II acquista il dipinto La pace di Villafranca (Milano, Museo del Risorgimento) e nomina Induno Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1865 Induno esegue con fotografica esattezza La collocazione della prima pietra della Galleria Vittorio Emanuele, quadro che propone uno degli avvenimenti memorabili della storia milanese. Nel 1873 ottiene una medaglia d'oro all'Esposizione di Vienna.