Michele Cammarano

Esponente della scena artistica napoletana della seconda metà dell'Ottocento, Michele Cammarano (Napoli 1835 - Napoli 1920) si distingue per la sua attenzione alla realtà sociale e agli eventi storici contemporanei. I grandi cambiamenti in corso in Italia dalla metà del secolo, sia sul piano storico che sociale, sono stati oggetto delle sue opere. La sua pittura drammatica e realista, ma al tempo stesso teatrale, ne ha fatto un celebrato testimone, in particolare, delle battaglie risorgimentali e coloniali.

Nato in una famiglia di artisti e poeti, Cammarano studia all'Istituto di Belle Arti e successivamente nello studio di Nicola Palizzi, dove conosce le opere del fratello Filippo, che hanno il merito di fargli comprendere lo studio del paesaggio dal vero. Nel 1860, affascinato da Garibaldi si arruola nella Guardia Nazionale contro il brigantaggio. Mostra sensibilità nei confronti del realismo sociale, realizzando nel 1863 Ozio e lavoro (Napoli, Galleria di Capodimonte). Nel 1865 è a Roma dove fissa la sua residenza per molti anni e dove si lega ad alcuni artisti dell'ambiente capitolino, fra cui Faruffini e Fortuny, ma anche al gruppo di pittori tedeschi attivi a Roma in quel periodo. Chiacchiere in Piazza in Piscinula è stato dipinto poco dopo l'arrivo di Cammarano a Roma. Durante il soggiorno romano, il pittore realizza diverse opere che ritraggono scene della "normalità" cittadina.

Una volta giunto a Venezia, il pittore inaugura una nuova fase: le opere di questo periodo, improntate al realismo sociale, sono vicine alla pittura di Courbet, pittore detestato in Italia. Appartiene a questo momento storico la realizzazione della stupenda Piazza San Marco esposta nella Galleria nazionale d'arte moderna di Roma.

Nel 1899 succede a Palizzi come professore di pittura all'Istituto di Belle Arti di Napoli.