Angelo Tommasi

Angelo Tommasi (Livorno 1858 - Torre del Lago, Lucca 1923) compie i primi studi di pittura presso la Scuola Comunale di Disegno nella sua città natale, Livorno, e frequenta gli ateliers di Angiolo Lemmi e Natale Betti. Poi, iscritto all'Accademia di Belle Arti di Firenze, segue le lezioni di Giuseppe Ciaranfi.

A Firenze, dove si era trasferito con la famiglia, Tommasi ospita, in una bella villa sull'Arno, i colleghi con cui collabora per diffondere un nuovo modo di dipingere, basato sull'uso di macchie di colore e di forme dal contorno poco definito. Per questa ragione il gruppo venne detto dei "macchiaioli". Il salotto di casa Tommasi diventa luogo di ritrovo per letterati ed artisti di rilievo nazionale, come Carducci, Lega, Fattori, Borrani e Colcos, i quali sono un'inesauribile fonte di ispirazione per il giovane artista livornese.

Tommasi partecipa con assiduità alle mostre "Promotrici" cittadine, dove ottiene un vasto consenso di critica e di pubblico. Nel 1889 viene premiata a Parigi la tela Le bagnanti, mentre dieci anni più tardi presenta alla Prima Biennale di Venezia Il riposo delle gabbrigiane.

All'inizio del Novecento Tommasi compie numerosi viaggi in Sud America, passando dalla Patagonia alla Terra del Fuoco, esponendo a Buenos Aires i dipinti ispirati a questi luoghi, commissionati dal governo argentino. Tornato in Italia, si stabilisce definitivamente a Torre del Lago dove istituisce, con alcuni amici toscani un po' eccentrici, il circolo "Club della Bohème". In questo periodo frequenta spesso Giacomo Puccini, Ferruccio Pagni, Francesco Fanelli, Plinio Nomellini e Raffaello Gambogi, con i quali si incontra presso l'Osteria di Gambe di Merlo. Sono gli anni della pittura ispirata ai temi del paesaggio lacustre e realizzata mediante un luminismo acceso e di rapida fattura, lontano dall'impronta macchiaiola del periodo giovanile.