Carlo Pittara

L'apprendistato e la carriera di Carlo Pittara (Torino 1836 - 1890 Rivara, Torino) sono senza dubbio segnati dai suoi spostamenti attraverso le capitali europee e dagli incontri con altri artisti. Il giovane pittore si forma a Torino nell'Accademia Albertina, seguendo i passi di Giuseppe Camino, artista a lungo impegnato all'estero nello studio dal vero, da cui attinge l'apertura ariosa e scenografica dei paesaggi.

Il 1860 è l'anno del suo arrivo a Parigi, tappa fondamentale per ogni artista; studiare nella capitale francese in questo momento storico gli consente di assorbire le novità maturate con l'Esposizione Universale del 1855, nonché di entrare in contatto con il grande Corot, pioniere della pittura en plein air, e con i dettami della Scuola di Barbizon.

Tornato in Piemonte la sua pittura intraprende un nuovo corso, caratterizzato dalla trattazione di temi umili riportati sulla tela con austerità e solennità; un esempio ne è l'opera verista del 1861 Dintorni di Rivara, località in cui nascerà l'omonima Scuola in cui Pittara potrà sviluppare, in accordo alla pittura campestre, importanti tematiche etiche.

La Scuola di Rivara nasce dall'incontro di paesaggisti di varia formazione che, a partire dal 1860 e per circa un ventennio, si raccolgono intorno a Pittara soggiornando e dipingendo insieme en plein air nella piccola cittadina del Canavese. Gli artisti di questo cenacolo segnano una tappa fondamentale nella storia del paesaggismo piemontese dell'Ottocento, viene persino coniato il termine "Verde Rivara" che indica quel particolare colore caldo tipico del paesaggio agreste locale.

Infatti Pittara si concentra sui temi della campagna e degli animali, e nelle sue tele scorgiamo di sovente fiumi, pecore e mucche, immensi pascoli e cascinali, greggi su prati verdi, figure delicate e forti buoi sotto cieli luminosi. Nel corso della sua vita l'artista tornerà spesso a Parigi, città che lo accoglierà per lunghi anni sino alla vecchiaia.