Espressionismo

L'Espressionismo è una corrente artistica, attiva in pittura, in letteratura, nella musica, nella danza, nel cinema, nel teatro e nell'architettura, costituita dalla tendenza da parte dell'artista ad esaltare gli aspetti emotivi della realtà. In Europa l'esperienza espressionista ha caratterizzato soprattutto la Germania negli anni tra il 1905 e il 1925, e più in generale la durata complessiva del movimento può essere riferita quell'arco temporale.

Il linguaggio espressionista si fa veicolo per portare all'esterno le emozioni che l'artista vive nel suo animo, rovesciando la tendenza impressionistica ad oggettivare la realtà osservata secondo un flusso che dall'esterno va verso l'interno, verso l'interiorità dell'artista. Come avvenne con i romantici, anche gli espressionisti identificano l'arte con la vita, e molte loro opere sono il frutto di una volontà di denuncia sociale, o comunque rappresentano bene l'attenzione che essi rivolgono alle tematiche del a loro avviso era andato perso con i precedenti movimenti.

L'Impressionismo, infatti, aveva trascurato l'elemento della comunicabilità dell'opera d'arte; il Simbolismo, invece, si era concentrato sull'uso di figure retoriche e simboli difficilmente comprensibili per un pubblico più vasto e popolare; il Neoimpressionismo era rimasto troppo centrato sull'approccio scientifico all'arte; e il Liberty, peraltro contemporaneo all'Espressionismo, continuava a porsi come un puro movimento di gusto e moda dell'epoca.

I precursori dell'Espressionismo sono da individuare nella corrente simbolista, in particolare: Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 - Hiva Oa, 8 maggio 1903), Vincent Van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 - Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890) e Edvard Munch (Løten, 12 dicembre 1863 - Ekely, 23 gennaio 1944).