Frustrazione

La frustrazione si riferisce alle circostanze che impediscono lo svolgimento di un'attività diretta ad uno scopo o al soddisfacimento di un bisogno e al disagio o alla rabbia provocati da una delusione o una sconfitta. Le cause della frustrazione sono legate a fattori ambientali, sociali o endogeni. Alcuni esempi di cause ambientali sono: l'assenza di un riparo nel deserto, il rumore, il freddo o la cattiva illuminazione in un ambiente lavorativo.

Di più difficile individuazione sono le cause sociali come l'interazione con i superiori nell'ambiente lavorativo, l'interazione tra minoranze etniche o religiose, le regole sociali. Le più difficili da accettare sono le cause endogene, dovute al conflitto fra due bisogni individuali: come per esempio, nel caso della donna, il conflitto tra lavoro e vita privata; o, nel caso dell'adolescente, l'ambivalenza tra l'autonomia e la dipendenza.

In base all'età e alle circostanze, oltre che alla personalità dell'individuo, la frustrazione può causare differenti reazioni. La capacità di trovare soddisfazioni alternative o di rimandare nel tempo il soddisfacimento dei bisogni disattesi evidenzia la tendenza del soggetto a sopportare i momenti di frustrazione e di adattarsi alla realtà.

Un'attività ambita che viene ostacolata di solito genera frustrazione. Nella descrizione che Cecioni compie della frustrazione in Il gioco interrotto (1868) si evince che si tratta di un gioco solitario, che per qualche motivo, come recita il titolo stesso dell'opera, è stato "interrotto". Possiamo dunque immaginare come l'impedimento di finire un gioco possa essere stato vissuto dal bambino rappresentato: la sua posizione e il suo isolamento producono empaticamente dispiacere e tristezza anche nell'osservatore che assiste inerme a tale scena.