Gioacchino Toma

Gioacchino Toma (Galatina 1836 - Napoli 1891) è uno dei protagonisti dell'Ottocento napoletano e tra i più originali del suo tempo in Italia, noto tra i contemporanei come il "pittore del grigio", per il tratto malinconico che hanno le sue opere, frutto di un'infanzia dolorosa da lui stesso raccontata nella sua unica opera letteraria, Ricordi di un orfano, in cui Toma descrive un'infanzia priva di affetti, una condizione che influenzò in modo deciso la sua personalità artistica: nelle sue opere, infatti, sono spesso raffigurati orfani e situazioni conventuali o addirittura prigioni.

Trasferitosi a Napoli, frequentò il Reale Istituto di Belle Arti dove si avvicinò al pittore Domenico Morelli. Prese parte ai moti di indipendenza e fu arrestato durante gli anni della cospirazione anti-borbonica e del fallito attentato contro Ferdinando II di Borbone, tanto da essere confinato vicino Caserta. Rientrato a Napoli ricevette cento ducati per la tela Erminia tra i pastori, acquistata dalla stessa casa reale. Nel 1867 riscosse un notevole successo con il dipinto Un esame rigoroso al Sant'Uffizio, esposto in seguito a Parigi. Il suo lavoro più celebre fu la Luisa Sanfelice in carcere, che il pittore affrontò in due diverse interpretazioni, ispirandosi alle vicende della gentildonna giustiziata durante le repressioni borboniche succedute alla fine della Repubblica Napoletana (1799), narrate anche da Alexandre Dumas e da Benedetto Croce.