Scapigliatura

La Scapigliatura (il nome appare per la prima volta ufficialmente nel 1862 nell'omonimo romanzo di Cletto Arrighi con l'accezione del francese "bohème") è stato l'unico movimento di avanguardia artistica e letteraria italiana dell'Ottocento che, accomunando giovani intellettuali in epoca post-unitaria (dal 1860, circa, fino al 1880), si contrappose alla tradizione culturale dominante.

A Milano, capitale economica e culturale della nuova Italia, dove trionfa la borghesia imprenditoriale, la Scapigliatura raccolse e organizzò le aspirazioni di tutta una generazione di giovani, che soffrivano del declino degli ideali romantici e risorgimentali, dando origine ad atteggiamenti ribelli, ma anche a poetiche innovatrici in campo artistico e letterario. Gli Scapigliati avviarono uno sperimentalismo intensamente innovatore in ogni ambito espressivo, che tendeva ad un'ideale fusione dell'Arte con la Vita e alla comunione di tutte le arti e li pone come antesignani delle avanguardie storiche, dal Futurismo al Surrealismo al dadaismo.

Nella Scapigliatura confluirono diverse correnti di pensiero, spesso straniere, tanto che il movimento viene considerato come un crocevia delle correnti artistiche e di pensiero della cultura europea del tempo. La Scapigliatura si diffuse in tutta Italia con diverse sfumature, mantenendo sempre l'atteggiamento di non allineamento con la cultura dominante e/o di denuncia sociale.

Con la Scapigliatura si manifesta la crisi del rapporto intellettuale-società, che già prelude all'estetica decadente e novecentesca. È la prima volta che in Italia emerge e assume valenza sociologica il conflitto artista-società. L'artista non trova più il suo ruolo all'interno della società borghese di cui non condivide né i valori né gli ideali. Non si tratta solo di atteggiamenti individuali, ma di una visione del mondo condivisa da un gruppo che si esprime in un'ideologia e in una produzione artistica e culturale, che assume cioè una rilevanza ed un significato sociale.