Sala 40 - Pascali

Bari 1935 - Roma 1968

Nel 1955 Pascali si trasferisce a Roma e all'Accademia di Belle Arti frequenta i corsi di Toti Scialoja, dedicandosi inizialmente soprattutto alla scenografia e alla pubblicità. Al 1964 risalgono opere che irridono i miti della romanità, come Ruderi su prato e all'anno dopo i "pezzi di donna": labbra, torsi, seni fuori scala. La sua carriera ufficiale dura tre anni: dalla prima personale alla Galleria La Tartaruga di Roma nel 1965 alla Biennale di Venezia del 1968, durante la quale muore in un incidente d'auto.

Realizza dinosauri di tela centinata e smaltata, bruchi fatti con gli spazzoloni per lavare i pavimenti, liane di pagliette per pulire le pentole, campi arati di vera terra e vera acqua e innumerevoli altri lavori che vogliono "ripulire l'immagine da qualsiasi attributo e simbolo, ricollocandola nella sua presenza oggettuale". Nel 1969 la Galleria gli dedica una mostra, dopo la quale i genitori donano ciò che restava nel suo studio. L'allestimento volutamente caotico di questa sala si ispira a quello realizzato da Palma Bucarelli nel 1973.

Pino Pascali

  • Torso di negra, 1964-65
  • Primo piano labbra, 1964
  • Cornice di fieno, 1967
  • Contropelo, 1968
  • Bachi da setola, 1968
  • Attrezzi agricoli, 1968
  • Balla di fieno, 1967
  • Requiescat, 1965
  • Il dinosauro riposa, 1966
  • 1 MC di terra, 2 MC di terra, 1967
  • Gruppo di personaggi, 1964
  • Botole ovvero lavori in corso, 1967
  • Cesto, 1968
  • L'arco di Ulisse, 1968
  • Ruderi sul prato, 1964
  • Campi arati, canali di irrigazione, 1967
  • Ricostruzione del dinosauro, 1966
  • Liane, 1968
  • Senza titolo, 1964

Sol Le Witt

  • Wall drawing #1153 ripples, 2005